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	<title>Caminada Sementi</title>
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	<description>Il centro di giardinaggio dal 1887</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Jun 2025 14:26:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Caminada Sementi</title>
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		<title>Mettere a dimora le conifere</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/mettere-a-dimora-le-conifere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 10:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conifere e Latifoglie]]></category>
		<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Conifere e latifoglie]]></category>
		<category><![CDATA[Cura delle piante]]></category>
		<category><![CDATA[Messa a dimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettere a dimora le conifereCome e quando farlo Le conifere sono piante di cui fanno parte circa 50 generi e circa 600 specie. La maggior parte delle specie di conifere&#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Mettere a dimora le conifere<br>Come e quando farlo</h2>



<p>Le <strong>conifere </strong>sono piante di cui fanno parte circa 50 generi e circa 600 specie. La maggior parte delle specie di conifere sono <strong>sempreverdi</strong>, il che significa che mantengono la maggior parte delle foglie durante tutto l’anno. Tuttavia, alcune specie di conifere (come il larice) sono caducifoglie, nel senso che perdono tutte le foglie durante l’autunno.<br>In genere le caratteristiche delle conifere sono uguali per tutte le specie: la pianta è contraddistinta da un fusto legnoso e da foglie dalle dimensioni piccolissime, prevalentemente aghiforme.<br>La coltivazione di queste piante non è per nulla impegnativa: con alcune accortezze, tanta buona volontà e costanza, è possibile ottenere i risultati sperati.<br>L&#8217;unica cosa è che queste piante crescono lentamente, impiegando anni per raggiungere la versione adulta; 10 anni circa è infatti il tempo medio impiegato da una conifera per raggiungere la sua piena altezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La messa a dimora</h3>



<p>Le stagioni più indicate per il trapianto delle conifere sono l’<strong>autunno </strong>e la <strong>primavera</strong>.<br>Bisogna sempre preferire piante di piccole dimensioni in quanto si adattano meglio al nuovo terreno.<br>Viceversa, optando per arbusti grandi, si conseguirà subito l’effetto finale.<br>La scelta della specie e della varietà dipende dalle dimensioni del giardino e dallo spazio a disposizione, tenendo presente quello che occuperà la pianta una volta diventata adulta.</p>



<p>Tipici esempi di conifere sono il cipresso, il pino, il cedro e l’abete. Per chi ha uno spazio ridotto, ma vuole comunque avere un angolo di conifere, può puntare sulle varietà nane. Le più comuni sono il ginepro, la thuja, il pino mugo, il taxus e il cipresso di Lawson.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come mettere a dimora le conifere</h3>



<p>Le conifere devono essere inserite in buche di dimensioni adeguate (non meno di 80&#215;80 cm) e con una profondità di almeno 80 cm. Una volta preparata la buca, eliminare i sassi o altro materiale presente e stendere sul fondo uno strato di 6-8 cm di terriccio universale integrato ad argilla espansa.<br>Se le radici delle conifere sono avvolte da un telo di juta occorre toglierlo. Poi collocare la zolla nella buca in modo che il colletto sia a livello del terreno. Riempire la buca con il terreno di scavo e comprimere in seguito con i piedi la terra intorno alle radici. infime, annaffiare: occorrono circa 30 litri di acqua per esemplare.</p>



<p>Attenzione! Le piante devono essere collocate alla <strong>giusta distanza</strong> dal confine del terreno, dagli edifici e dagli altri elementi circostanti. Infine prestare attenzione alle caratteristiche del terreno d’impianto: anche se queste piante si adattano bene a terricci molto poveri, bisogna evitare quelli troppo pesanti oppure troppo ricchi di calcare che possono provocare ingiallimento del fogliame. Le conifere, infatti, prediligono terreni con pH acido come i rododendri, le azalee, le magnolie, gli oleandri, ecc.</p>



<p>Quando le piante sono adulte la concimazione è indispensabile, soprattutto se coltivate in terreni alcalini o se sono utilizzate a siepe e quindi sottoposte a potature frequenti. Concimare da marzo fino a luglio (una volta al mese) e riprendere una volta a settembre e una a ottobre con concimi appositi granulari da distribuire alla base della pianta.</p>
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		<title>Potatura del limone</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/potatura-del-limone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 07:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da Frutto]]></category>
		<category><![CDATA[Cura delle piante]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da frutto]]></category>
		<category><![CDATA[Potatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potatura del limoneCome e quando farlo Il limone (Citrus limon) è un albero sempreverde che fa parte della famiglia delle Rutacee (agrumi). Può crescere fino a 4 metri di altezza,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Potatura del limone<br>Come e quando farlo</h2>



<p>Il limone (<em>Citrus limon)</em> è un albero <strong>sempreverde </strong>che fa parte della famiglia delle Rutacee (agrumi). Può crescere fino a 4 metri di altezza, è generalmente dotato di spine e ha una chioma molto aperta e ramificata.<br>I suoi fiori, noti come fiori d’arancio (come quelli dell’arancio), sono di colore bianco rosato e presentano un gran numero di stami. A seconda della varietà, possono crescere solitari o a grappolo.</p>



<p>Il miglior periodo per la potatura del limone è tra <strong>febbraio </strong>e <strong>marzo</strong>, ma comunque dipende dall&#8217;andamento climatico. Bisogna evitare sempre i mesi in cui c&#8217;è il rischio di gelate e quelli freddi (come gennaio) in quanto la corteccia della pianta è più dura e le ferite sono più lente a guarire. In alternativa si può potare il limone a <strong>settembre </strong>&#8211; sempre che ci sia un clima mite &#8211; in quanto la corteccia risulta essere più morbida e, quindi, più facile da trattare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La potatura di allevamento</h3>



<p>È un intervento iniziale che serve per impostare la <strong>forma della pianta</strong>. Nella maggior parte dei casi, quando si acquista una pianta di limone, essa già possiede una forma ben definita e viene consegnata già potata con un indirizzo a globo (la forma tipica degli agrumi). Gli interventi di taglio necessari, in questo caso, sono pochi e hanno come scopo principale quello di eliminare i rami mal posizionati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La potatura di riforma</h3>



<p>Quando la chioma della pianta ha bisogno di essere messa in ordine, entra in gioco la potatura di riforma. Questo tipo di intervento serve per donare al limone un <strong>aspetto regolare </strong>e migliorarne la sua produttività. La <strong>procedura </strong>da seguire è la seguente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Eliminare i rami secchi, malati e improduttivi (succhioni) perché sottraggono risorse al resto della pianta</li>



<li>Tagliare i rami che si incrociano</li>



<li>Asportare i rami che crescono verso l’interno della pianta, così da far passare aria e luce al centro della chioma</li>



<li>Cimatura dei rami di qualche centimetro per evitarne lo sviluppo eccessivo in altezza &#8211; rispettando l’armonia della chioma &#8211; e per favorire la crescita di nuovi rami nella parte bassa. La fruttificazione nella cima dei rami, infatti, è da evitare perché si curverebbero, alterando la forma della pianta.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">La potatura di produzione</h3>



<p>Tale operazione viene eseguita sulle piante più adulte ed è tipica dei limoni negli agrumeti. In questo caso, infatti, l’obiettivo è quello di ottenere ogni anno un <strong>raccolto ricco </strong>e <strong>costante</strong>. La procedura è identica a quella di riforma in cui si rimuovono i rami secchi, malati e improduttivi, oltre che eliminare quelli al centro e alla base della chioma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli generali per la potatura del limone</h3>



<p>I tagli della potatura devono essere <strong>netti </strong>e<strong> obliqui</strong> per favorire lo sgrondo dell&#8217;acqua e per facilitare la cicatrizzazione dei tagli.<br>Per la cicatrizzazione, applicare sostanze apposite o mastice per innesti per proteggere i rami potati da infezioni e favorirne la guarigione.</p>



<p>Altri <strong>suggerimenti </strong>da tenere a mente quando si pota un albero di limone sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Utilizzare attrezzi di qualità, robusti e dotati di un’impugnatura ergonomica</li>



<li>Disinfettare le lame delle cesoie: dopo il loro utilizzo è bene disinfettare le lame, soprattutto se la pianta ha sintomi patologici</li>



<li>Potare ramo per ramo, essere pazienti e in caso di dubbi chiedere consiglio a un professionista o a un centro di giardinaggio.</li>
</ul>



<p></p>
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		<item>
		<title>Bioprotezione</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/bioprotezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 06:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Bioprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[Cura delle piante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bioprotezione: il futuro di un giardinaggio sostenibileCos&#8217;è e quali sono i benefici In un contesto globale sempre più attento alla riduzione dell’uso di prodotti chimici e di sintesi per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1eff3977d4b0214c14d04f748fff6d70">La bioprotezione: il futuro di un giardinaggio sostenibile<br>Cos&#8217;è e quali sono i benefici</h2>



<p>In un contesto globale sempre più attento alla riduzione dell’uso di prodotti chimici e di sintesi per tutelare l’ecosistema, la bioprotezione si afferma come una <strong>soluzione efficace </strong>e<strong> innovativa</strong> per un <strong>giardinaggio moderno </strong>e<strong> sostenibile</strong>.<br>Si tratta di un approccio agronomico naturale che impiega <strong>microrganismi benefici</strong> (e non solo) per contrastare lo sviluppo di altri microrganismi considerati dannosi per le piante. In pratica, la bioprotezione favorisce l’occupazione di una specifica nicchia ecologica da parte di organismi utili, limitando così lo spazio disponibile per l’insediamento di patogeni.<br>Oppure, in caso di impiego di prodotti naturali “non vivi” come citato poco fa (es: estratto di ortica, bicarbonato di sodio, propolis, olio di lino, olio di girasole), si favoriscono le difese delle piante, migliorando la loro resistenza agli stress biotici e abiotici<strong>*</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vantaggi della bioprotezione</h3>



<p>I benefici di questa pratica sono molteplici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sostenibilità ambientale</strong>: riducendo l’impiego di fitofarmaci, si abbassa il rischio di contaminazioni ambientali;</li>



<li><strong>Sicurezza</strong> <strong>per l’uomo e gli animali:</strong> i prodotti naturali utilizzati non sono tossici per l’uomo, gli animali e gli insetti utili;</li>



<li><strong>Tutela della biodiversità:</strong> si promuove l’equilibrio ecologico, favorendo microrganismi e insetti benefici;</li>



<li><strong>Maggiore resistenza delle piante: </strong>le colture risultano più sane e meno vulnerabili agli attacchi di agenti patogeni.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Un approccio versatile per molteplici applicazioni</h3>



<p>La bioprotezione è una strategia adattabile a numerosi contesti agronomici: dai frutteti ai vigneti, fino ai tappeti erbosi e alla cura di piante ornamentali e orticole.<br>Nel caso specifico dei<strong> tappeti erbosi</strong>, ad esempio, l’uso combinato di diversi prodotti bioprotettivi stimolano la produzione di prati fitti e dal colore verde brillante. Se applicati nel periodo e nella stagione più adatti, questi prodotti contribuiscono a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ripristinare la biofertilità del suolo</li>



<li>Stimolare lo sviluppo dell’apparato radicale</li>



<li>Proteggere le piante da fitopatologie fogliari e radicali</li>
</ul>



<p>Tra i prodotti di bioprotezione rientrano anche i riattivatori metabolici e i correttori dell’idrorepellenza del suolo. Questi ultimi aumentano l’efficienza e la disponibilità dell’acqua nel suolo, permettendo lo sviluppo di tappeti erbosi sani, con radici profonde e robuste, contribuendo così anche a un significativo risparmio idrico ed energetico.</p>



<p>Una <strong>migliore infiltrazione</strong> dell’acqua implica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Maggiore presenza della soluzione nutritiva intorno alle radici</li>



<li>Riduzione delle aree secche</li>



<li>Incremento dell’efficienza irrigua</li>



<li>Maggiore vigore e uniformità del manto erboso</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>La conoscenza delle pratiche agronomiche, dei microrganismi benefici, delle colture e dei possibili stress biotici e abiotici è fondamentale per ottenere risultati eccellenti in campo. L’integrazione di un approccio pratico basato sulla bioprotezione, poi, consente di operare in modo efficace e sostenibile in linea con i principi dell’agricoltura biologica, massimizzando le rese senza compromettere l’ambiente e la salute umana.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>*</strong> Gli stress biotici sono causati da organismi viventi come parassiti, funghi e malattie batteriche o virali, mentre gli stress abiotici sono dovuti a fattori ambientali come temperature estreme, siccità o carenze nutrizionali.</p>
</blockquote>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terrazzi e balconi in estate</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/terrazzi-e-balconi-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da Terrazzo e Balcone]]></category>
		<category><![CDATA[Cura delle piante]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[Terrazzi e balconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terrazzi e balconi in estateCome prendersene cura L’estate, al pari dell’inverno, è una stagione critica per le piante e i fiori. A causa del caldo intenso e del sole diretto,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Terrazzi e balconi in estate<br>Come prendersene cura</h2>



<p>L’estate, al pari dell’inverno, è una stagione critica per le piante e i fiori. A causa del caldo intenso e del sole diretto, la vegetazione di terrazzi e balconi in estate può andare incontro a <strong>stress idrici</strong> e a bruciature fogliari. Tuttavia, con alcune semplici accortezze e strategie, è possibile mantenere piante e fiori rigogliosi anche durante i mesi più torridi dell’anno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Irrigazione</h3>



<p>Uno degli aspetti più importanti nella cura delle piante estive è senz’altro l’irrigazione. Le alte temperature aumentano il <strong>fabbisogno idrico</strong> delle piante, ma è fondamentale non esagerare: un’eccessiva irrigazione può causare ristagni d’acqua dannosi per le radici.<br><br>Consigli utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Innaffiare al mattino presto o dopo il tramonto, evitando le ore più calde</li>



<li>Irrigare alla base delle piante, senza bagnare le foglie, per prevenire scottature</li>



<li>Annaffiare solo quando il terriccio risulta asciutto al tatto</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Protezione dal sole</h3>



<p>Alcune piante, come gazania, calibrachoa, vinca e begonia, tollerano bene il sole diretto e il caldo. Altre, invece, hanno bisogno di maggior protezione. </p>



<p>Ecco come aiutarle:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Utilizzare teli ombreggianti o ombrelloni.</li>



<li>Creare barriere naturali con piante rampicanti o più alte.</li>



<li>Spostare i vasi più delicati in zone semi-ombreggiate.</li>



<li>Scegliere specie adatte in base all’esposizione del terrazzo o balcone.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Concimazione</h3>



<p>Durante l’estate molte piante rallentano la loro crescita vegetativa, quindi è importante non eccedere con i fertilizzanti. Si può comunque somministrare <strong>concime</strong>, preferendo prodotti poveri di azoto e concimi naturali a lento rilascio. Una frequenza ottimale di applicazione è di una volta ogni 2–3 settimane.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Parassiti e malattie</h3>



<p>Caldo e umidità estiva creano un ambiente favorevole alla comparsa di <strong>funghi </strong>e<strong> parassiti</strong> (come cocciniglie e ragnetto rosso). Per prevenirli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Controllare regolarmente foglie e fusti.</li>



<li>Evitare ristagni d’acqua nei sottovasi.</li>



<li>Effettuare trattamenti preventivi con sapone molle o olio di neem.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">La pianta giusta al posto giusto</h3>



<p>Alcune piante sono naturalmente più resistenti al caldo e alla siccità. Scegliere le <strong>specie più adatte all’ambiente</strong> è fondamentale per ottenere terrazzi e balconi sempre belli, fioriti e profumati.<br>Ecco alcune piante particolarmente adatte al clima estivo: gerani, petunie, salvia, bouganville, cactus, dipladenia, lavanda, oleandro, aloe, agave ecc.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vacanze in arrivo?</h3>



<p>Per evitare brutte sorprese al rientro dalle ferie, ecco alcuni <strong>suggerimenti </strong>per mantenere le piante sane anche in tua assenza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Raggruppare i vasi in zone ombreggiate</li>



<li>Usare gel idratanti o irrigatori automatici</li>



<li>Chiedere aiuto a un vicino o a un familiare per annaffiature regolari</li>
</ul>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Passiflora</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/passiflora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 11:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Piante dalla A alla Z]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La passifloraUna pianta dai fiori meravigliosi La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta erbacea perenne rampicante dagli straordinari fiori bianco-blu. Originaria del sud-est degli Stati Uniti, dell&#8217;Argentina e del Brasile,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La passiflora<br>Una pianta dai fiori meravigliosi</h2>



<p>La passiflora (<em>Passiflora incarnata</em>) è una <strong>pianta erbacea perenne rampicante</strong> dagli straordinari fiori bianco-blu. Originaria del sud-est degli Stati Uniti, dell&#8217;Argentina e del Brasile, la passiflora raggiunge un&#8217;altezza di circa 2-4 m, se viene dotata di un grigliato sul quale fissare i tralci sottili e leggeri. I suoi fiori hanno un diametro di circa 6-10 cm e, in condizioni idonee, sbocciano <strong>da giugno a ottobre</strong>.<br><br>La passiflora ama i luoghi protetti, soleggiati, preferibilmente esposti a Sud e Sud-Est, in modo che in inverno il primo sole della mattina possa riscaldare la pianta e far sciogliere la brina.<br>Tollera temperature fino a -7°C, ma per brevi periodi. Ciò significa che può essere piantata in giardino e, durante l&#8217;inverno, essere riparata da apposite coperture come il tessuto-non-tessuto.<br>La passiflora può essere coltivata anche in vaso purché questo sia abbastanza grande e abbia i fori di drenaggio. Per evitare ristagni idrici è utile posizionare sul fondo del vaso uno strato drenante in pietra pomice o argilla come i nostri prodotti della linea <strong>Ricoter </strong>o <strong>Vitaflor</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche il terriccio merita un occhio di riguardo</h3>



<p>La scelta di un ottimo terriccio è di fondamentale importanza in quanto costituisce la base per una crescita sana delle radici. Predilige un terreno ricco di <strong>sostanze nutritive </strong>e, come già detto, ben drenato, per non incorrere a ristagni idrici che farebbero marcire le radici. Nel caso di rinvasi &#8211; da effettuare ogni 2-3 anni &#8211; la stagione idonea è la primavera e l&#8217;importante è aumentare sempre più il diametro del vaso. Scegli quello che fa al caso tuo cliccando qui.<br><br>Per poter godere dei bellissimi fiori, la pianta deve ricevere sostanze nutritive sufficienti. Può essere concimata con<strong> prodotti granulari </strong>o<strong> liquidi </strong>da aprile a settembre. In commercio ne esistono molti, anche biologici. Scopri il mondo dei concimi idonei alle piante da fiore leggendo questo articolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8230; e anche la potatura serve!</h3>



<p>È opportuno potare <strong>due volte all&#8217;anno </strong>la passiflora: se le condizioni sono ottimale ha il potere di crescere abbastanza rapidamente. Una corretta potatura, oltre a contenere il suo volume e la sua altezza, ha l&#8217;obiettivo di favorire la formazione dei fiori. <br></p>



<p>Suggeriamo di effettuare il primo taglio in <strong>primavera</strong>, quando non sono più previste gelate. Lo scopo di questa prima operazione è quello di ridurre i getti laterali a tre o cinque gemme e rimuovere i rami malati e deboli. Il secondo taglio, invece, va effettuato in <strong>autunno </strong>per riordinare la chioma e accorciarla moderatamente se è cresciuta troppo in estate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Piccola curiosità</h3>



<p>La passiflora è anche conosciuta con il nome di &#8220;<em>fiore della passione</em>&#8221; con riferimento alla passione e alla crocifissione di Gesù Cristo. Pare che questo particolare nome le sia stato dato da un frate agostiniano che, rimasto affascinato dal particolarissimo fiore di questa pianta, ne riconosceva nella struttura un simbolismo religioso (ad esempio nei 5 stami vedeva le 5 ferite di Gesù e nei 5 petali e nei 5 sepali i 10 apostoli rimastigli fedeli).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Lo sapevi che… Da una particolare specie di passiflora (la Passiflora edulis) si ottiene il cosiddetto <strong>frutto della passione</strong> o <strong>maracuja</strong>?</p>
</blockquote>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piante innestate da orto</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/piante-innestate-da-orto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 15:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Erbe Aromatiche e Piante da Orto]]></category>
		<category><![CDATA[Piante dalla A alla Z]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da orto]]></category>
		<category><![CDATA[Piante innestate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piante innestate da ortoAlta qualità ed elevata produzione Iniziamo con la spiegazione di cosa sono le piante innestate.Una pianta innestata è una pianta nata dall’unione di due parti: il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Le piante innestate da orto<br>Alta qualità ed elevata produzione</h2>



<p>Iniziamo con la <strong>spiegazione </strong>di cosa sono le piante innestate.<br>Una pianta innestata è una pianta nata dall’unione di due parti: il <strong>nesto</strong>, che rappresenta la porzione superiore che produrrà frutti, e il <strong>portainnesto</strong>, la porzione inferiore che darà le radici.<br><br><em>Ma perché si dovrebbero unire due piante?</em> L&#8217;obiettivo è quello di unire una pianta dai<strong> frutti di grande pregio </strong>(ma con apparato radicale poco vigoroso e sensibile alle avversità) con una pianta dalle <strong>radici forti</strong>, <strong>sane</strong>, <strong>rustiche</strong> e <strong>resistenti </strong>alle patologie del terreno. Le due piantine, unite in stadio giovanile, cicatrizzano rapidamente e, una volta cresciute e messe a dimora in campo, semplificano notevolmente la coltivazione, dando grandi soddisfazioni.</p>



<p>Sono molteplici i vantaggi dell’innesto, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Maggiore resistenza a malattie fungine del terreno e a parassiti (nematodi)</li>



<li>Ciclo colturale piú lungo</li>



<li>Maggiore crescita e vigore</li>



<li>Produzioni più abbondanti e anticipate</li>



<li>Maggiore pezzatura e uniformità dei frutti</li>



<li>Minore utilizzo di prodotti chimici per la difesa</li>
</ul>



<p>Nel nostro garden sono presenti <strong>oltre 25 varietà di piante innestate professionali</strong> firmate <strong>Caminada Sementi SA</strong>. Troverete <strong>peperoni</strong>, <strong>cetrioli</strong>, <strong>zucchine </strong>e <strong>pomodori</strong>. Vi aspettiamo per scoprire questo mondo altamente produttivo e di qualità!</p>
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		<title>Popillia</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/popillia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 15:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insetti Dannosi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie e Insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti dannosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;insetto che arriva fin qui dal Giappone Avete trovato la popillia nel vostro giardino?Se sì, si tratta del Coleottero Giapponese (Popillia Japonica) un coleottero scarabeide originario dell’isola giapponese Hokkaidō ed&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;insetto che arriva fin qui dal Giappone</h2>



<p>Avete trovato la popillia nel vostro giardino?<br>Se sì, si tratta del <strong>Coleottero Giapponese</strong> <em>(Popillia Japonica)</em> un coleottero scarabeide originario dell’isola giapponese Hokkaidō ed estremamente polifago, che causa ingenti perdite economiche.<br>Il primo ritrovamento in Svizzera risale al 2017, quando è stato catturato in una trappola a feromoni a sud del Ticino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come riconoscerlo</h3>



<p>L&#8217;adulto è facilmente riconoscibile grazie alla presenza di cinque ciuffi di peli bianchi ai lati dell’addome e di altri due sull’ultimo segmento addominale.<br>Le elitre (le parti rigide che ricoprono le ali) sono di color rame mentre la testa e il torace sono di color verde metallizzato.<br>La lunghezza dell’insetto varia tra gli 8 e i 12 mm, quindi è più piccolo di una moneta da 5 centesimi.<br>Le larve, invece, hanno la classica forma a “C”, con 3 paia di zampe e con dimensione variabile dai 2 ai 30 mm in base allo stadio larvale. La testa è arancione, mentre il corpo è biancastro con una parte finale più scura. Nella parte terminale dell’addome sono presenti 5-7 coppie di spine disposte a “V” che possono essere facilmente osservate con una lente d’ingrandimento 10x.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I danni della popillia</h3>



<p>Gli <strong>adulti</strong> si nutrono della parte aerea delle piante in modo gregario. Le foglie risultano scheletrizzate con la sola venatura centrale ancora integra, mentre fiori e frutti vengono quasi completamente distrutti.<br>Questi insetti dannosi si nutrono di oltre 300 piante tra cui vite, mais, melo, prugno, e piccoli frutti. È possibile trovarla anche su alcune piante forestali e ornamentali come nocciolo, ontano, rose o glicine.<br>Le <strong>larve</strong>, invece, causano danni alle radici delle piante. Nel caso di tappeti erbosi infestati questi includono diradamento, ingiallimento ed avvizzimento, con la comparsa di macchie di erba morta generalmente a fine estate o all’inizio dell’autunno.<br>Nel caso di gravi infestazioni, l’intero manto erboso può andare incontro a morte.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa fare in caso di ritrovamento</h3>



<p>Visti gli ingenti danni che può provocare in agricoltura e nel verde pubblico, la popillia è regolamentata in Svizzera e nell’Unione Europea come <strong>organismo da quarantena</strong> ed è quindi soggetto all’<strong>obbligo di lotta</strong> e <strong>segnalazione al Servizio fitosanitario</strong>.<br>Il metodo di controllo più efficace è la cattura manuale degli adulti. Questa va effettuata durante le prime ore del mattino o in serata. Infatti, con l’innalzarsi delle temperature, gli insetti aumentano l’attività in volo e sono più difficili da catturare.<br>La nostra <strong>trappola</strong> &#8211; con feromone attrattivo &#8211; cattura gli adulti, che non riescono più a fuoriuscirne. Una volta catturati, gli insetti vanno posizionati nel congelatore e successivamente smaltiti nei rifiuti solidi urbani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Per approfondire questo tema, guarda il sito del Servizio fitosanitario:<br><a href="https://www4.ti.ch/dfe/de/servizio-fitosanitario/organismi/coleottero-giapponese-popillia-japonica" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">https://www4.ti.ch/dfe/de/servizio-fitosanitario/organismi/coleottero-giapponese-popillia-japonica</a></p>
</blockquote>
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		<title>Peronospora del pomodoro</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/peronospora-del-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 15:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Funghi e Parassiti di Piante Edibili]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie e Insetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La peronospora del pomodoroUna malattia fungina La peronospora (o peronospera) è una malattia che può colpire la pianta del pomodoro ed è talmente letale che, in determinate condizioni climatiche, può&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La peronospora del pomodoro<br>Una malattia fungina</h2>



<p>La peronospora (o peronospera) è una malattia che può colpire la pianta del pomodoro ed è talmente letale che, in determinate condizioni climatiche, può arrivare a distruggere anche l’intero raccolto.<br>Nello specifico si tratta di una malattia crittogamica (ovvero fungina), provocata da un patogeno il cui nome scientifico è Phytophthora infestans.<br>Oltre alle coltivazioni di pomodoro può colpire altri ortaggi in particolare quelli della famiglia delle solanacee (patate, melanzana). Ci sono poi altri ceppi di peronospora che aggrediscono altre colture come cavoli e cipolle.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I fattori che scatenano la malattia</h3>



<p>Il fungo Phytophthora infestans è quasi sempre presente nei terreni, ma quando prolifera riesce ad aggredire la pianta e solo in un secondo momento la malattia si manifesta su foglie e frutti.<br>Ma quali sono i fattori che favoriscono questo patogeno? Sicuramente l&#8217;umidità eccessiva; quando ristagna nel terreno e quando si sofferma sulla parte aerea delle pianta. Anche la temperatura gioca un ruolo fondamentale. Ad attivare il patogeno, infatti, è il caldo. Quando nell’orto si verifica la giusta temperatura accompagnata da una forte umidità, le piante si ammalano facilmente. Il periodo peggiore è la fine della primavera, ma soprattutto la fine dell’estate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sintomi della peronospora del pomodoro</h3>



<p>Questa malattia si manifesta dapprima sulle foglie del pomodoro. Si comincia con un ingiallimento localizzato a chiazze e, guardando le foglie in controluce, si nota che le macchie alterano la densità del tessuto fogliare e si presentano traslucide. Le macchie virano poi a un colore bruno e, con il tempo, le foglie disseccano completamente. In un secondo momento, la peronospora passa ad attaccare il fusto e i frutti che presentano macchie di colore scuro (marrone).<br>I raccolti vengono così compromessi e la pianta va incontro alla morte.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cura e prevenzione</h3>



<p>Sarebbe auspicabile una prevenzione, che eviti l&#8217;arrivo della malattia. I nostri suggerimenti sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Evitare che si formino ristagni idrici in caso di pioggia e limitare l&#8217;irrigazione. Inoltre prestare attenzione a come si irriga: si deve direzionare l’acqua sul terreno e non sulla pianta</li>



<li>Niente eccessi di azoto, che indebolisce la pianta</li>



<li>Rotazione colturale: non bisogna tornare a coltivare i pomodori su una parcella di orto dove negli ultimi due anni ci sono stati altri pomodori, patate o melanzane. In particolar modo se si è già verificata la patologia</li>



<li>Favorire la circolazione d’aria tra le piante</li>



<li>Distribuire macerati corroboranti come l&#8217;estratto equiseto che rafforza le difese immunitarie delle piante</li>



<li>Trattare con polveri di roccia: caolino o zeolite possono rivelarsi molto utili per assorbire umido in eccesso, creando una condizione ostile al diffondersi dei patogeni</li>



<li>Scegliere varietà resistenti, come i nostri innestati professionali Caminada</li>
</ul>



<p>Nel caso in cui la malattia è invece presente sulle piante dobbiamo attuare questi accorgimenti il prima possibile al fine di provare a salvare la pianta di pomodoro.<br>Per arrestarne la diffusione consigliamo di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rimuovere le parti malate della pianta, senza farsi scrupoli a togliere foglie o interi rami</li>



<li>Smaltire questi scarti colpiti bruciandoli. Anche gli attrezzi che usiamo sulle piante malate vanno disinfettati o almeno lasciati qualche ora al sole per far morire le spore del fungo</li>



<li>Trattare con prodotti appositi tutte le piante di pomodoro, anche quelle non ancora colpite. I prodotti in questione sono: Rondo Natura di Maag e Bicarbonato di Potassio di Newpharm.</li>
</ul>



<p>Entrambi i prodotti &#8211; anche il Rondo Natura &#8211; sono a base di bicarbonato di potassio, un sale normalmente presente in natura sotto forma di polvere cristallina bianca, inodore e solubile in acqua.<br>Il bicarbonato di potassio è un&#8217;efficace correttore del PH e ha un’azione meccanica di contenimento nei confronti di numerosi patogeni fungini. L’effetto è preventivo, ma anche leggermente curativo.</p>
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		<item>
		<title>Polvere sulle foglie</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/polvere-slle-foglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 14:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da Appartamento]]></category>
		<category><![CDATA[Cura delle piante]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da appartamento]]></category>
		<category><![CDATA[Piante verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come pulire la polvere sulle foglie delle piante d&#8217;appartamento?Piccoli trucchi per piante sane e verdi Se sei un vero appassionato di piante saprai quanto sia fondamentale togliere la polvere sulle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come pulire la polvere sulle foglie delle piante d&#8217;appartamento?<br>Piccoli trucchi per piante sane e verdi</h2>



<p>Se sei un vero appassionato di piante saprai quanto sia fondamentale togliere la polvere sulle foglie delle piante e mantenerle pulite.<br>Questa semplice operazione &#8211; ma di vitale importanza &#8211; permette alle piante di compiere al meglio la fotosintesi, proprio attraverso le foglie.<br>Ecco perché una volta a settimana è bene prendersi cura di loro sotto ogni aspetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I benefici</h3>



<p>Quando si parla di &#8220;Cura delle piante&#8221; si pensa sempre all’irrigazione, alla potatura e alla concimazione.<br>Ma anche la pulizia delle foglie è un aspetto che non deve essere trascurato.</p>



<p>Pulire le foglie delle piante non è solo una questione estetica, ma è essenziale per la loro salute e sviluppo. Le piante, come gli esseri umani, respirano e la presenza di polvere sulle foglie può ostacolare questo processo vitale. La polvere accumulata infatti blocca in alcuni casi lo scambio di gas con l&#8217;ambiente, riducendo la loro capacità di assorbire anidride carbonica necessaria per la fotosintesi.</p>



<p>Non solo. Altri aspetti positivi di questa semplice operazione sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prevenire la diffusione di malattie e parassiti</li>



<li>Migliorare la qualità dell&#8217;aria circostante</li>



<li>Rendere le piante più attraente visivamente</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le modalità</h3>



<p>Dimentica l&#8217;uso di prodotti chimici. Come si suol dire &#8220;Vai di olio di gomito&#8221;!<br>La modalità più semplice prevede l&#8217;utilizzo di un panno umido in microfibra. Questa operazione, che fa effettuata su entrambe le facciate di ogni singola foglia, è perfetta per le piante con foglie grandi e robuste come la monstera, la strelitzia, il banano, il photos, la sanseveria, ecc. Mentre per le piante con foglie piccole o delicate si può nebulizzare la loro superfice con della semplice acqua distillata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le tempistiche</h3>



<p>Come detto sopra, una volta a settimana sarebbe la frequenza ottimale da seguire.<br>Però c&#8217;è anche da considerare lo spazio in cui la pianta si trova: in ambienti polverosi o con aria secca &#8211; come spesso accade in appartamenti riscaldati o in uffici &#8211; le foglie possono accumulare rapidamente uno strato di polvere.<br>Al contrario, in ambienti puliti e areati questo intervento potrebbe essere richiesto una volta al mese.</p>
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		<item>
		<title>La sfemminellatura del pomodoro</title>
		<link>https://www.caminadasementi.ch/la-sfemminellatura-del-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[caminada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 15:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Cura delle Piante]]></category>
		<category><![CDATA[Orto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://beta.caminadasementi.ch/?p=3936</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno foglie e più frutti! La sfemminellatura del pomodoro è una vera e propria potatura da fare man mano che la pianta cresce. Ma in cosa consiste e perché bisogna&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Meno foglie e più frutti!</p>
</blockquote>



<p>La sfemminellatura del pomodoro è una vera e propria potatura da fare man mano che la pianta cresce.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ma in cosa consiste e perché bisogna farla?</p>
</blockquote>



<p>La pianta del pomodoro, oltre a foglie e frutti, produce anche numerosi germogli improduttivi che &#8220;succhiano&#8221; energia alla pianta.</p>



<p><br>Questi germogli ascellari, che in orticoltura si chiamano “<strong>femminelle</strong>&#8220;, si trovano tra il fusto e il ramo che porta fiori e frutti e al fine di privilegiare i rami che portano il fiore (e quindi il frutto) devono essere<br>eliminati tramite una semplice operazione che prendere il nome di &#8220;sfemminellatura&#8221;-. Togliendo questi germogli ascellari la pianta può concentrare le sue energie sulle parti utili, a vantaggio della sua produttività.</p>



<p>Non bisogna però aspettare che questi rametti ascellari si sviluppino troppo, visto che più si crescono e più forze rubano alla pianta!</p>



<p><br>Se i germogli sono ancora molto giovani e freschi, si possono semplicemente asportare con la mano. Se invece i germogli si sono già irrobustiti, è meglio usare un coltello affilato.</p>



<p>La sfemminellatura del pomodoro, oltre a privilegiare la crescita e la produzione del fusto principale, ha anche lo scopo di arieggiare la pianta e favorire la penetrazione della luce per la maturazione dei frutti.</p>



<p><br><strong>Tipicamente la sfemminellatura si inizia a farla a maggio, ma ovviamente dipende dal momento di semina e dal clima della zona in cui si trova il vostro orto.</strong></p>



<p></p>
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