Malattie dell’orto

Sono numerose le malattie che possono danneggiare le piante del nostro orto; di seguito tratteremo quelle più comuni: alternariosi, antracnosi, botrite, cladosporiosi, ernia del cavolo, oidio, peronospora, ruggine e septoriosi.

Alternariosi

Nota anche come “marciume nero”, l’alternariosi è una patologia provocata da funghi del genere Alternaria. L’alternariosi interessa generalmente le piante adulte; si caratterizza per la comparsa di macchie dalla forma irregolare e dal colore scuro sulle foglie delle piante; sul colletto della pianta sono visibili lesioni scure con una strozzatura; sul fusto sono presenti lesioni localizzate perlopiù in corrispondenza delle varie ramificazioni, mentre sui frutti la lesione, sotto forma di macchie circolari scure, è visibile nella zona di connessione con il picciolo. In alcuni casi possono verificarsi danneggiamenti anche alle infiorescenze. L’infezione viene trasmessa in particolar modo dai semi contaminati dalla patologia.

I prodotti orticoli più colpiti dall’alternariosi sono le carote, i cavoli, le melanzane, le patate, i pomodori, i ramolacci, le rape e i ravanelli.

Per difendersi da questa malattia si devono distruggere le piante che sono state colpite dall’infezione e trattare gli ortaggi con il solfato di rame.

La prevenzione da questa patologia può essere effettuata con un’accurata rotazione (almeno ogni tre anni) e trattamenti con macerati .

Un altro metodo preventivo consiste nello sterilizzare i semi in acqua calda. Si deve inoltre fare attenzione a un’irrigazione eccessiva; per approfondire quest’ultimo punto si rimanda al nostro articolo Orto: l’irrigazione.

Antracnosi

L’antracnosi è una patologia provocata da diversi ceppi fungini che hanno la capacità di sopravvivere per lunghi periodi di tempo sui residui vegetali. La malattia è favorita da temperature fresche e umide.

L’antracnosi attacca le parti verdi di piante di giovane età; fanno la loro comparsa piccole macchie color ruggine che hanno la tendenza a evolversi in macchie più grandi e più scure dalla forma rotondeggiante e caratterizzate da una depressione centrale; tali macchie hanno dimensioni estremamente variabili. L’antracnosi è una patologia che può avere conseguenze fatali per la pianta se non si interviene tempestivamente e in modo adeguato.

Le piante minacciate dall’antracnosi sono generalmente i ceci, i fagioli, le fave e i piselli, le fragole, i pomodori, il sedano e le melanzane.

Per difendersi da questa malattia è necessario bruciare i residui dei vegetali che sono stati attaccati dalla malattia e trattare le piante con prodotti a base di ossicloruro di rame oppure a base di zolfo.

La prevenzione si effettua con un’accurata rotazione ed evitando semine troppo fitte. Si può anche intervenire bagnando le piante con decotti a base di equiseto.

Botrite

Nota anche come “muffa grigia”, la botrite è una patologia fungina che oltre ai prodotti orticoli può colpire anche i fiori e le piante da frutto. È favorita da climi freschi e umidi e può danneggiare sia i fusti che le foglie. La malattia si manifesta inizialmente con zone marcescenti che con il passare del tempo vengono ricoperte da una caratteristica muffa.

Le piante da orto più sottoposte agli attacchi della botrite sono l’aglio, le cipolle e i porri. Altre piante minacciate da questa malattia fungina sono i carciofi, le carote, i cavoli, i cetrioli, la lattuga, i peperoni, i sedani e le zucchine.

Per difendersi dalla botrite è necessario intervenire con tempestività rimuovendo le parti che sono state colpite perché la botrite è una malattia a rapida diffusione. Dopo la rimozione delle parti malate è consigliabile trattare le piante con prodotti a base di ossicloruro di rame o di zolfo.

La prevenzione dalla botrite è attuabile evitando l’utilizzo di compost o letami non adeguatamente decomposti; ne va evitato anche l’uso eccessivo. Va posta una certa attenzione anche all’irrigazione che deve essere equilibrata.

Cladosporiosi

La cladosporiosi è una seria patologia che viene provocata dal Cladosporium fulvum, un parassita che ha la tendenza a svilupparsi soprattutto in ambienti come le serre in cui è presente una persistente umidità. Questo fungo predilige temperature non particolarmente eccessive (fatica a svilupparsi se la temperatura oltrepassa i 27 °C).

La cladosporiosi si manifesta con macchie irregolari di colore giallastro sulle foglie; inizialmente il problema appare di piccole dimensioni, le macchie, infatti, sono piuttosto piccole e si localizzano nei pressi delle nervature; con il passare del tempo però si allargano e invadono tutta la lamina e le foglie si accartocciano e poi seccano. Il problema può verificarsi anche a carico di fiori, piccioli e fusti; raramente la patologia si estende ai frutti con macchie di colore marrone.

Le piante maggiormente esposte alla cladosporiosi sono i pomodori, ma possono essere colpiti anche anguria, cetrioli, meloni e zucchine.

La difesa contro la cladosporiosi consiste essenzialmente in trattamenti a base di ossicloruro di rame. A livello preventivo si può agire effettuando corrette rotazioni, irrigando in modo adeguato e provvedendo all’eliminazione dei residui di colture precedenti.

Le semine non dovrebbero essere particolarmente fitte e si dovrebbero scegliere concimi non eccessivamente ricchi di azoto. Chi coltiva in serra dovrebbe sincerarsi di arieggiare adeguatamente i locali.

Ernia del cavolo

L’ernia del cavolo è una patologia provocata dal fungo Plasmodiophora brassicae. Il fungo in questione penetra nelle radici della pianta e causa dei rigonfiamenti che ricordano formazioni tumorali; le parti aeree delle piante colpite mostrano degli ingiallimenti e deperimenti. La patologia porta alla morte della pianta. Il fungo responsabile è molto resistente e la sua sopravvivenza nei terreni colpiti può persistere per molti anni. Fattori favorenti lo sviluppo della malattia sono i terreni eccessivamente acidi e troppo umidi. La patologia non va sottovalutata perché nei casi più gravi può portare alla distruzione dell’intero raccolto.

Le piante minacciate dalla malattia sono i cavoli e i cavolfiori.

Per difendersi dalla malattia si devono distruggere con il fuoco le piante che sono state colpite, radici comprese.

La prevenzione si attua principalmente correggendo l’acidità del terreno (se il pH è inferiore a 6) apportando sostanze calcaree. È opportuno effettuare avvicendamenti colturali di circa 7-8 anni tra le specie sensibili.

Oidio

Conosciuto anche come “mal bianco” o “albugine”, l’oidio è una patologia fungina abbastanza comune. Si manifesta con una muffa di colore bianco che attacca foglie, fusti e boccioli.

Le zone colpite subiscono inizialmente un processo di decolorazione, successivamente i tessuti si necrotizzano; la necrosi porta inevitabilmente a disseccamenti o spaccature. Nei casi più gravi la pianta finisce per morire.

Le piante più frequentemente interessate dall’oidio sono le bietole, i cetrioli, le cicorie, le fragole, la lattuga, i piselli, il prezzemolo e le zucchine.

Non è facile difendersi da questa malattia; i rimedi più utilizzati, oltre all’eliminazione delle parti colpite dalla patologia, sono ventilazioni con zolfo o irrorazioni con decotti di equiseto addizionati con silicato di sodio. Un altro rimedio è l’irrorazione con prodotti a base di zolfo e soluzione idroalcolica di propoli.

Peronospora

La peronospora è una patologia fungina che generalmente attacca le foglie delle piante. Si manifesta sulla parte superiore delle foglie con macchie rotondeggianti dai bordi alquanto irregolari e sulla parte inferiore, in corrispondenza, della zona colpita, con una muffa dal caratteristico colore grigio-violaceo. Le foglie hanno la tendenza a ripiegarsi e successivamente a seccare. La patologia può poi estendersi e interessare anche i frutti che appariranno cosparsi di macchie brunastre. La peronospora è una patologia di frequente riscontro e che può essere piuttosto dannosa, in particolar modo per i pomodori.

I prodotti orticoli più colpiti da questa patologia sono, oltre ai già citati pomodori, le bietole, la cicoria, le carote, i cavoli, i cetrioli, le cipolle, le melanzane, i meloni, le patate e i peperoni. Può colpire, anche se piuttosto raramente, le angurie.

La difesa dalla peronospora si attua rimuovendo le parti infette e trattando le piante con ossicloruro di rame oppure poltiglia bordolese, un fungicida rameico. Altri prodotti utilizzabili sono quelli a base di zolfo e soluzione idroalcolica di propoli.

Ruggine

La ruggine è una patologia fungina caratterizzata dalla presenza, sulla pagina inferiore del fogliame, di macchie e pustole dal colore rugginoso; nella parte superiore delle foglie, in corrispondenza delle macchie e delle pustole, sono visibili macchie giallastre che con il passare del tempo si estendono a tutta la lamina che inizialmente ingiallisce per poi seccare e cadere. La patologia può provocare un netto ridimensionamento della produzione; fra le piante che risentono più pesantemente della malattia vi sono gli asparagi. Altre piante che possono essere colpite sono le carote, le cipolle, i fagioli, le fave, i piselli, il prezzemolo e i sedani.

La difesa si attua, oltre che con la distruzione delle piante infette, con trattamenti a base di decotti di equiseto, con poltiglia bordolese oppure con specifici fungicidi reperibili nei negozi specializzati.

Septoriosi

La septoriosi è una malattia causata da un fungo che si conserva sui residui di piante infette e anche sui semi. La propagazione della malattia viene favorita dall’innalzarsi dei valori di umidità, dalle piogge e dalle rugiade notturne con temperature che vanno dai 15 ai 28 °C.

Le zone della pianta che vengono interessate dalla patologia (generalmente le foglie) possono presentare una sintomatologia variegata; si possono infatti osservare macchie necrotiche dalla forma rotondeggianti di colore grigio e il cui diametro oscilla tra i due e i quattro mm; si possono avere però anche macchie brune più piccole (un mm circa di diametro) che possono essere confuse con quelle prodotte da altre patologie. Si possono altresì osservare macchie piuttosto estese dal color tabacco.

La septoriosi è una patologia abbastanza grave che può portare anche alla morte della pianta.

Le piante orticole interessate prevalentemente sono i cetrioli, i pomodori, i sedani, le zucche e le zucchine.

La difesa si attua eliminando le piante interessate ed effettuando trattamenti a base di poltiglia bordolese.

A livello preventivo si possono consigliare l’esclusione della ripetizione delle colture prima che siano trascorsi almeno due anni di tempo e l’utilizzo di acqua eccessivamente fredda per le irrigazioni.

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