Irrigazione dell’orto

L’irrigazione è un’operazione necessaria per la corretta gestione del proprio orto; un’irrigazione razionale e ben programmata consente infatti di favorire sia la crescita degli ortaggi sia la loro produttività.

Se sulla necessità dell’irrigazione non vi sono dubbi di sorta, possono esservene riguardo alla quantità di acqua necessaria alle nostre piante, ai tempi, ai modi ecc.

Ogni pianta ha un proprio fabbisogno idrico; tale fabbisogno può variare persino all’interno della medesima specie perché si deve tenere conto sia della stagione nella quale ci troviamo sia dello stadio di crescita dell’ortaggio in questione. Non sono comunque solo questi due fattori che influenzano le modalità di irrigazione, ve ne sono infatti altri che devono essere tenuti in considerazione come, per esempio, il tipo di terreno, il grado di umidità presente e il clima locale.

L’irrigazione, di fatto. serve a compensare l’irregolarità delle precipitazioni atmosferiche nel corso dell’anno, irregolarità che è comunque presente anche nelle zone in cui le condizioni sono da considerarsi ottimali per la coltivazione orticola; si deve inoltre tenere conto che, dal momento che la maggior parte degli ortaggi hanno un apparato radicale superficiale, l’acqua può scarseggiare nelle parti superiori sia a motivo della naturale evaporazione sia a causa della cosiddetta percolazione (termine che indica il movimento dell’acqua che cola attraverso il suolo grazie alla forza di gravità, infiltrandosi più o meno lentamente a seconda della tipologia di terreno).

Quanto irrigare?

Gli ortaggi hanno bisogno d’acqua, questo è fuor di dubbio; del resto essa è uno dei componenti principali della maggior parte dei prodotti orticoli e, se l’acqua di irrigazione è insufficiente, gli ortaggi non renderanno al meglio risultando, per esempio, meno teneri e troppo asciutti; i fagiolini per esempio potrebbero risultare eccessivamente farinosi, il sedano troppo fibroso e la lattuga troppo amara.

La prima domanda che sorge spontanea quando si parla di irrigazione è: quanto si deve irrigare?

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, una buona parte dell’acqua che bagna il terreno dell’orto non fa in tempo a essere assorbita dalle radici e scende negli strati più bassi del terreno finendo quindi per essere di poca o nulla utilità; tale situazione è particolarmente critica nei terreni orticoli poco argillosi, essendo questi ultimi incapaci di trattenere l’acqua abbastanza a lungo e nelle giuste quantità.

Come se non bastasse, nelle ore più calde della giornata, l’acqua che comunque rimane in superficie è soggetta a una forte e rapida evaporazione.

Non è facilissimo dare indicazioni quantitative perché le variabili in gioco, come abbiamo visto, sono numerose; possiamo dire che, in linea generale, in una zona climatica con precipitazioni atmosferiche abbastanza regolari, un orto familiare di circa 100 metri quadrati, variamente coltivato, ha un fabbisogno idrico giornaliero che si aggira mediamente sui 500 litri di acqua; considerando una portata media di un rubinetto in un range fra 12 e 20 litri al minuto, occorreranno circa 30-40 minuti al giorno per un’adeguata irrigazione; ovviamente senza considerare eventuali sprechi, più facili nelle irrigazioni di tipo tradizionale, evitabili con i sistemi di irrigazione di tipo professionale.

Tempi e modalità

Sono due le stagioni durante le quali il fabbisogno idrico delle piante è maggiore: la primavera e l’estate. La primavera è la stagione durante la quale la crescita di germogli e frutti subisce una certa accelerazione; l’estate invece è la stagione più calda e il fabbisogno idrico aumenta a causa della maggiore evaporazione e della mediamente minore quantità di precipitazioni atmosferiche.

Nelle altre stagioni, in diversi momenti l’irrigazione non è sempre necessaria in quanto la quantità d’acqua dovuta alle precipitazioni piovose è in grado di coprire il fabbisogno idrico delle piante del nostro orto.

L’irrigazione, quando necessaria, non deve essere fatta in base alle nostre esigenze, ma in base a quella degli ortaggi.

Un’indicazione molto importante è quella di non irrigare mai gli ortaggi prima della raccolta; vi sono infatti diversi ortaggi nei quali un’irrigazione troppo vicina al tempo di raccolta potrebbe peggiorarne la qualità; un esempio sono le zucchine e i pomodori; in questi tipi di ortaggi, infatti, un’irrigazione troppo ravvicinata alla loro raccolta li arricchirebbe troppo d’acqua rendendo la loro polpa meno consistente e meno saporita senza contare il fatto che anche la loro conservabilità risulterebbe ridotta.

Un’altra indicazione è relativa a quelle piante di cui si consumano le parti sotterranee (carote, aglio, cipolle ecc.); queste non devono essere irrigate eccessivamente perché si corre il rischio di farle marcire. Anche durante il periodo estivo è necessario non esagerare con l’irrigazione di queste specie, fatti salvi casi di eccezionale siccità.

Una regola popolarmente nota (peraltro corretta) è quella che dice che l’irrigazione durante il periodo estivo non deve avvenire durante le ore più calde; la ragione di ciò è facilmente intuibile; le goccioline di acqua che permangono sulle foglie e sui frutti fungono da lente (si parla proprio di effetto lente) e si avrebbe un’eccessiva concentrazione dei raggi solari sulla loro superficie; si correrebbe così il rischio di ustioni delle parti più delicate delle piante con conseguente loro danneggiamento.D’estate è quindi opportuno irrigare l’orto nelle prime ore del mattino oppure la sera, dopo che il sole è tramontato; tra l’altro, così facendo, si eviteranno eccessivi contrasti termici fra la temperatura del terreno e quella dell’acqua con conseguenti minore evaporazione e maggiore permanenza dell’umidità.

Potendo scegliere, nei giorni più caldi dell’estate è preferibile irrigare al mattino, piuttosto che alla sera, in quanto, irrigando alla sera, si corre il rischio di bagnare la terra quando la superficie è ancora troppo calda, con notevole spreco di acqua che evaporerebbe immediatamente.

Durante la stagione invernale è meglio irrigare l’orto nel corso delle ore più calde della mattinata; irrigando la sera infatti si corre il rischio che, durante le ore notturne, l’acqua possa gelare rovinando le piante.

In primavera e in autunno è sempre da prediligere l’irrigazione mattutina in particolar modo se l’acqua è piuttosto fredda (come capita per l’acqua dei pozzi); se si utilizza acqua a temperatura ambiente (per esempio l’acqua di riserva da piogge) si può irrigare anche nelle ore pomeridiane o serali. Fatta salva una certa sorta di regolarità delle irrigazioni (si evita così che vi siano momenti in cui le piante dispongono di acqua a sufficienza alternati ad altri in cui vi è un’eccessiva carenza idrica), la loro frequenza può essere desunta un po’ empiricamente dall’aspetto degli ortaggi.

La natura del terreno può far variare di molto la frequenza dell’irrigazione; i terreni sabbiosi, per esempio, devono essere irrigati più frequentemente di quelli argillosi essendo questi ultimi più capaci di trattenere l’acqua più superficialmente.

Altra regola importante: chi effettua l’irrigazione con il tubo di gomma deve fornire quest’ultimo di rompigetto; irrigare senza questo accessorio infatti può danneggiare, a causa della violenza del getto, le piante più giovani e le parti più delicate delle piante meno giovani; l’irrigazione troppo violenta danneggia anche il suolo dell’orto a causa delle alterazioni subite da quest’ultimo in conseguenza dell’impatto violento del flusso dell’acqua.

Sostituire il rompigetto con un dito è un espediente molto comune e non costoso, ma che va evitato; checché se ne dica, se si utilizza questa modalità non è agevole controllare adeguatamente l’intensità del getto d’acqua e la sua direzione; in commercio sono disponibili rompigetto poco costosi che consentiranno una distribuzione dell’acqua molto più efficace e meno violenta.

Per quanto riguarda gli ortaggi che vengono coltivati in vaso è necessario tenere presente che, in linea generale, essi necessitano di essere irrigati più frequentemente (si tenga anche conto che più il vaso è piccolo e prima l’acqua evapora e che nei recipienti di terracotta la terra si asciuga più velocemente che in quelli di plastica); ovviamente la frequenza delle irrigazioni può variare in base alla collocazione delle piante; quelle che si trovano in zone più ombrose avranno minori esigenze idriche rispetto a quelle che si trovano collocate in zone più esposte ai raggi del sole.

Le precipitazioni atmosferiche possono in alcuni casi far venir meno la necessità di annaffiare. Per rendersi conto se l’annaffiatura è necessaria, oltre all’aspetto della pianta, si può valutare lo stato della terra contenuta nel vaso sentendola con le dita; nel caso che la terra sia asciutta anche sotto la superficie è necessario procedere con l’annaffiatura.

È opportuno fare in modo che il terreno non si crepi perché in tal caso si rischia che al momento dell’irrigazione l’acqua percoli troppo velocemente finendo ben presto sul fondo del vaso; se ciò si verifica è necessario irrigare più volte o tenere il vaso a bagno fino a che tutta la terra non risulterà adeguatamente umida.

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