Compostaggio

Il compostaggio è un processo biologico attraverso il quale i rifiuti di origine vegetale  vengono trasformati in un ottimo fertilizzante per il nostro orto, il cosiddetto Compost.

Il compostaggio domestico può essere praticato da chiunque disponga  dello spazio necessario per far avvenire la degradazione dei rifiuti organici: scarti di frutta e verdura, fondi di caffè, fiori recisi e piante appassite, sfalci d’erba, rami, foglie e scarti dell’orto.

Innanzi tutto è buona regola scegliere il punto adatto dove poter stoccare i nostri rifiuti: è preferibile scegliere un luogo che ripari dal sole diretto in estate, evitando cosi che il nostro cumulo si essicchi eccessivamente,  ma che faccia filtrare qualche raggio in inverno, garantendo cosi una minima attività microbica anche con basse temperature.

Alla base del cumulo, quindi a contatto con il terreno, è bene inserire uno strato drenante di ca.20 cm di materiale legnoso sminuzzato (cippato o ramaglia) in grado di garantire, oltre la percolazione di eventuali liquidi prodotti, anche l’ossigenazione della parte bassa del nostro cumulo.

Le tecniche utilizzate per ottenere un compost di qualità sono due: il classico cumulo o l’utilizzo del composter; la creazione di un cumulo necessita di uno spazio verde sufficientemente grande da garantire una base di circa 100-150 cm e una altezza di 80-100 cm, una volta creato lo strato drenante, tutti gli scarti legnosi devono essere sminuzzati per garantirne una facile degradazione e una giusta miscelazione con gli altri materiali, in questo modo garantiamo delle condizioni omogenee a tutto il nostro cumulo. Trascorse 2 settimane dalla sua creazione, si provvede al suo rimescolamento (ribaltamento), questa fondamentale operazione è necessaria affinché tutti i materiali rimasti in superficie vengono portati all’interno accelerandone cosi la loro decomposizione e favorendo l’immissione di ossigeno all’interno del cumulo. 

Quando i rifiuti si sono trasformati in un soffice terriccio nero e spugnoso, il compost è pronto per essere utilizzato.

Il composter invece, non è altro che un contenitore, solitamente in plastica, dotato di una apertura superiore per l’immissione dei nostri scarti vegetali, e una apertura inferiore utile per facilitare l’estrazione del compost.

Il composter porta indubbi vantaggi in fatto di spazio e di gestione, garantendo una protezione maggiore agli agenti atmosferici e soprattutto dagli animali. Fondamentale è la capacità del composter di garantire una areazione ottimale all’interno del contenitore per evitare che si creino situazioni di cattivo odore. Il composter deve essere quindi dotato di aperture laterali e di una griglia alla base che faciliti l’ingresso dell’ossigeno. Sempre alla base del nostro composter è consigliato immettere circa due secchi di terra, normalmente ricchi di quei microrganismi in grado di degradare i nostri scarti vegetali, velocizzandone cosi la degradazione.

Il riempimento del composter  deve essere effettuato per gradi, dall’alto, evitando di sovraccaricare eccessivamente il cumulo, in questo modo non si rallentano i processi di degradazione. Il ribaltamento del materiale deve essere limitato al solo strato superficiale, si evita cosi di mescolare il compost già maturo con materiale fresco.

È bene ricordare che esistono degli attivatori da immettere all’interno del nostro cumulo o all’interno del composter; questi sono  in grado di aumentare la velocità di decomposizione e di rendere più ricca la dotazione di elementi nutritivi del nostro compost. L’impiego di questi attivatori deve avvenire durante il riempimento del cumulo o del composter, spargendoli il più uniformante possibile su tutta la massa.

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